Saint-Tropez

Borgo mitico della Costa Azzurra, Saint-Tropez unisce un porto turistico leggendario, le spiagge di Pampelonne, un autentico borgo provenzale e una cittadella dal panorama eccezionale.

Da Villa Hippocampe
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A un’ora e un quarto da Villa Hippocampe, Saint-Tropez vi aspetta con i suoi mille volti. Antico villaggio di pescatori proiettato sulla scena mondiale da Brigitte Bardot e dal film “Piace a troppi” del 1956, Saint-Tropez coltiva da allora un affascinante paradosso: preservare la propria anima provenzale — vicoli stretti dove i colorati pointus convivono con gli yacht di lusso, facciate ocra dalle persiane sbiadite dal sole, piazzette ombreggiate dove si gioca a bocce, un vivace mercato quotidiano — pur incarnando il simbolo mondiale dell’arte di vivere mediterranea chic.

Il borgo si scopre a strati. Prima il porto, epicentro dell’effervescenza tropeziana, dove la mitica terrazza rossa del Sénéquier — caffè gelateria iconico dal 1887 — offre lo spettacolo più bello del mondo: anonimi e celebrità che sfilano davanti a yacht scintillanti, sotto lo sguardo divertito della statua del gendarme che rende omaggio alla saga cinematografica con Louis de Funès, che ha reso immortale Saint-Tropez nell’immaginario collettivo.

Poi il borgo antico, un dedalo di vicoli lastricati che salgono verso la cittadella, case dai colori pastello, gallerie d’arte contemporanea accanto a botteghe artigiane e marchi di moda internazionali. La celebre Place de la Gendarmerie ricorda l’epoca in cui i film di Gérard Oury trasformavano questo angolo di Provenza in un set cinematografico a cielo aperto. Poi la cittadella, fortezza del XVII secolo che domina la baia, con un notevole museo marittimo e un panorama eccezionale su tutto il golfo — proprio quello che sedusse Brigitte Bardot al punto da non lasciarlo mai davvero.

Infine le spiagge di Pampelonne, cinque chilometri di sabbia fine dove la Bardot faceva il bagno negli anni Sessanta e dove i club mitici — il Club 55, nato proprio durante le riprese di “Piace a troppi”, il più festaiolo Nikki Beach — si alternano ad accessi pubblici, per un’atmosfera ora glamour ora intima.

Ma Saint-Tropez ha anche una dimensione culturale spesso poco nota. Il Musée de l’Annonciade custodisce una collezione eccezionale di dipinti post-impressionisti — Signac scoprì Saint-Tropez nel 1892 e vi attirò Matisse e Bonnard, venuti a catturare questa luce mediterranea incomparabile ben prima dell’arrivo del cinema e dei vip.

L’arte di vivere tropeziana si gusta anche a tavola: ristoranti gourmet che celebrano il pescato del giorno, la terrazza del Sénéquier per assaggiare la famosa tarte tropézienne inventata proprio qui, enoteche dedicate ai rosati di Provenza, mercati traboccanti di verdure baciate dal sole. Saint-Tropez sa restare provenzale, anche quando il mondo intero viene a farle visita — esattamente come l’ha sempre amata Brigitte Bardot.

I CONSIGLI DI JACQUES

L’ultimo fine settimana di settembre, il porto ospita la celeberrima regata Les Voiles de Saint-Tropez. Le più belle barche a vela classiche del mondo sono ormeggiate al molo d’onore, accanto ai futuristici Wally. Uno spettacolo da non perdere.

Le mitiche spiagge di Pampelonne vi regaleranno pomeriggi eccezionali.

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